La mia filosofia

(© by Stefano Spadoni)

NOTA: Ho scritto questo pezzo nel 2000, e l'ho pubblicato nel mio libro "Vado a vivere a New York" nel 2007. 13 anni fa.

Sono nato italiano, ma potevo essere nato cinese, afgano, russo, pale­stinese, americano, congolese, irakeno, argentino.

Sono nato bianco, ma potevo essere nato nero, polinesiano, giap­ponese, arabo o interraziale.

Sono stato battezzato cattolico da bambino, ma potevo essere nato e allevato buddista, musulmano, ebreo, evangelico, ateo, scintoista o animista.

Sono nato maschio eterosessuale, ma potevo essere nato donna, gay, ermafrodita, lesbica o eunuco.

Sono nato con due gambe e due braccia, ma potevo essere nato senza una o tutte di loro, così ora posso camminare e correre ma potrei essere immobilizzato su una seggiola rotelle.

Sono nato vedente, ma potrei essere nato cieco, posso sentire ma potrei essere nato sordo.

Tutto ciò che sono nato non l’ho scelto, non ho meriti o colpe, e così accade per ogni altro appartenente al genere umano.

Ma come ogni appartenente al genere umano ho il potere di scegliere, ho il diritto di giudicare se ciò che mi hanno insegnato è giusto, ho il dovere di rigettare ciò che ritengo sbagliato.

Eppure sento di avere una nazionalità: quella di ogni nazione (indipen­dentemente se ci sono nato o meno) in cui si vota liberamente e in cui non si va in galera per le proprie opinioni.

E mi sento di appartenere alla “razza” di chiunque lotta per la giustizia, qualunque sia il colore della sua pelle.

E rispetto ogni religione che rispetta quella degli altri perché potrei averla scelta come mia.

E ogni forma di sessualità che rispetta quella degli altri, perché potrei averla io.

E se mio fratello di sangue è un criminale, per me non è mio fratello e lo è invece lo sconosciuto poliziotto che gli dà la caccia e catturandolo costruisce un mondo migliore.

Per questo il razzismo mi sembra la più grande aberrazione.

E guardo con amarezza chi dice di sentirsi orgoglioso di qualcosa con cui è nato, mentre si può essere orgogliosi solo di qualcosa che si sceglie e si costruisce

E guardo con sospetto chi si sente più vicino a quelli che condividono una delle qualità con cui è nato o a cui è stato educato, e chi si sente obbligato nei loro confronti.

E non combatterei mai una guerra per difendere una terra solo perché ci sono nato, ma combatterei per difendere la terra che ha i valori che mi sono scelto, primo tra i quali la libertà di scegliere ciò che voglio essere.

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